Giuliani Pharmaceutics

Porto Valtravaglia - Lago Maggiore - Italia

Titolo Progetto: Giuliani Offices Pharmaceutical compay restructuration

Luogo : via Palagi  Milano (Italy)
Anno realizzazione progetto 2005
Anno conclusione 2006
Nome progettisti: arch. Daniel Marcaccio arch. Carlos Croci

CONCEPT

Le scelte alla base del progetto abbracciano due ordini di obiettivi: funzionalità e flessibilità dimensionale da un lato, forza espressiva e riconoscibilità dall’altro. Il progetto muove da una comprensione del luogo per punti significativi, dove l’obbiettivo di ricerca non si risolve nell’identificazione di uno stile architettonico ma nella lettura della realtà architettonica esistente. Il progetto comprende la ristrutturazione delle due palazzine, sede a Milano di una società farmaceutica, l’intenzione progettuale è quella di ammodernare l’immagine della società cercando un nuovo linguaggio architettonico capace di mediare e interagire tra i diversi interventi fati nel tempo. A questo proposito vengono individuati le linee guida al progetto, creare spazi aperti, flessibili e utilizzare materiali come il acciaio e il vetro la resina e il marmo.

L'INTERVENTO COMPRENDE

La recinzione di facciata, una volta costruita in muretto e pannelli di rete metallica viene sostituita da un nuovo muro in calcestruzzo armato sui quali s’innestano attraverso una struttura in acciaio annegata nel calcestruzzo, dei pannelli in cristallo completamente privi di telai distaccati leggermente creando una scansione che viene ripresa da una mondatura nel calcestruzzo (Marzorati Ronchetti). I cancelli carrai e quello pedonale anch’essi una volta in rete metallica verniciata, vengono sostituiti con un cancello scorrevole per l’ingresso principale, in acciaio inox, con un taglio orizzontale a altezza degli occhi e il logo della società in leggero rilievo e nello stesso materiale. Gli altri cancelli hanno le stesse caratteristiche del primo ma cambia il tipo di apertura e la disposizione dei tagli sull’acciaio (Marzorati Ronchetti).

L’ingresso principale viene completamente reinterpretato; il portone pedonale e quello carraio vengono ri- progettati a modo di positivo e negativo, il primo in vetro e l’altro in acciaio inox, quello in vetro presenta due fasce laterali per ogni anta in acciaio inox dove trovano posto da un lato i meccanismi di chiusura mentre dall’altro a un certo punto la fascia si sdoppia diventando la maniglia, questo elemento riprende su tutta la larghezza nei portoni del paso carraio (Marzorati Ronchetti). l’ingresso pedonale viene completato con una pensilina in cristallo sostenuta da due mensole rovesciate, anch’esse in acciaio inox che con una pendenza verso la facciata che versa le acque meteoriche su un canale in marmo. Attraverso lo stesso vetro vengono sostenute le due lampade (Simes) che illuminano l’ingresso.

La ristrutturazione comprende anche i locali d’ingresso, reception, attesa, blocco scale, cortile e un’ala di uffici.

Vengono demoliti i muri che una volta delimitavano i locali ingresso, reception, attesa e scale, creando due spazzi non più diviso da muri in mattoni bensì da delle pareti vetrate sostenute da montanti verticali e crociere in acciaio inox (Faraone), l’itera pavimentazione viene realizzata in lastre di grosse dimensioni (90x90cm) in marmo di calacata oro così come i gradini vengono ricavati da blocchi di calacata. Il controsoffitto viene ribassato in modo che posano scorrere le tubazioni del impianto d’aria e l’impianto elettrico, e viene studiata l’illuminazione e le bocche d’uscita d’aria come delle linee e dei punti che portano da un locale all’altro con l’eccezione al centro della attesa dove si trova una serie di lampade Pipe (artemide) che si attorcigliano su se stessi.

Le pareti vengono completamente rivestite con delle resine, che creano un effetto semilucido. Al centro della reception trova collocazione il “bancone”, elemento scultorio di forma organica, interamente realizzato in acciaio inox lucidato a mano (Marzorati Ronchetti).

Nell’atrio d’ingresso vengono create due nicchie illuminate, sulla parete laterale, sui quali vengono messi in mostra i medicinali prodotti dalla società. Alla scala, in marmo viene sostituito il corrimano per uno tubolare in acciaio inox. Nel cortile, viene realizzato un ascensore oleodinamico panoramico (CRC), costruito con profili d’acciaio verniciato e vetro dal quale viene sostenuta attraverso due coppie di putrelle a sbalzo, una pensilina anch’essa in profili d’acciaio e vetro (CRC).

L’intervento comprende anche la ristrutturazione di un ala di uffici, si ha cercato di creare ambienti lavorativi il più flessibile possibili e quindi lavorando con pareti attrezzate ad un lato del corridoio centrale si è diviso lo spazio in sette uffici, con una dimensione studiati per permettere di alloggiare, sia una sala riunione, un ufficio direzionale (che comprenda oltre a la scrivania in piccolo tavolo per riunioni), o un ufficio per due o tre postazioni operative.

Dall’altro lato del corridoio sono disposti gli uffici amministrativi con singole postazioni lavorative, e tramite elementi vetrati tutto intorno alle armadiature divisorie, se percepiscono come un unico spazio riducendo così la percezione dello spazio di ridotte dimensioni. Il progetto viene completato con un gruppo di servizi igienici (uomini, donne e handicappati) ed uno spazio, (dove il corridoio diventa più largo) adibito ad archivio e deposito.

I materiali utilizzati sono il marmo di calacatta per i pavimenti, pareti attrezzate della ditta Tecno, con finitura in legno di rovere e divisori in doppio vetro con profili in alluminio lucidato. Arredi Unifor, struttura dei tavoli in alluminio lucidato e piano in vetro retroverniciato, cassettiere in acciao verniciato. Illuminazione: Flos, Kreon, Luceplan, Artemide e Viabizzuno.

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